Mario Cresci

Fin dagli anni Sessanta è autore di opere caratterizzate da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, l’esperienza video, le installazioni.

Since the sixties Cresci has been author of photographic works characterized by a freedom of research spanning design, photography, video and installation.

Tra i primi in Italia della sua generazione, applica la cultura del progetto e la coniuga a una sperimentazione sui linguaggi visivi, attribuendo alla funzione del mezzo fotografico una valenza opposta a quella di conferma di veridicità del reale. Le capacità di analisi della percezione visiva, della forma e della fenomenologia del pensiero artistico, acquisite al Corso Superiore di Industrial Design di Venezia, si confrontano subito, tra la fine degli anni Sessanta e per tutto il decennio successivo, con lʼesperienza del lavoro sul campo.

Among the first in Italy of his generation, Cresci’s approach experiments with visual expression, often attributing his photography with conflicting and contrasting values to that of the visual information represented. He acquired his distinct analytical approach to form and phenomenology of artistic thought at the Industrial Design Advanced Course in Venice, where in the late sixties and throughout the ’70s, he employed field work as part of his methods.

Negli anni 1968 e 1969 svolge la sua attività tra Roma Milano e Parigi.
A Roma, in particolare, realizza con due nastri fotografici dai contenuti di contestazione politico-sociale, una serie di performances urbane.
A Milano invece compone la prima installazione fotografica in Europa alla Galleria Il Diaframma di Milano, esponendo un migliaio di cilindri trasparenti contenenti altrettante fotografie, anch’esse trasparenti, intese come simboli del consumismo di allora, nel nome del dualismo tra ricchezza e povertà.

In 1968 and 1969 he operated between Rome, Milan and Paris:
In Rome working with photographic negative film strips, he realised a series of urban performances addressing political and social protest; in his first photographic installation at the Galleria Il Diaframma Milan, he presented a thousand transparent cylinders, each containing multiple photographic transparencies, as symbolism of the sense of consumerism of the era, and the paradoxical dualism between wealth and poverty.

E’ del 1979 ‘Misurazioni’, il libro che conclude il progetto pionieristico del laboratorio-scuola di formazione tra arte, multimedia e design, ideato per la Regione Basilicata. Questa esperienza lo avvicina sempre più all’insegnamento che, dalla fine degli anni Settanta in poi, diviene parte integrante del suo lavoro dʼautore.

His book ‘Measurements’ (1979), presents the work of the pioneering project conceived for the Basilicata Region of a laboratory school of training between art, multimedia and design. This method became increasingly closer to teaching and from the late seventies onwards, became an integral part of his key works.

Tra il 1991 e il 2000, in qualità di direttore dellʼAccademia Carrara di Belle Arti di Bergamo, inserisce nella sua innovativa programmazione interdisciplinare numerosi eventi culturali dedicati ai giovani artisti come: “Arte & Impresa”, “Clorofilla” e “Accademie in Europa”, in collaborazione con Vittorio Fagone e la GAMEC di Bergamo. Dopo questa complessa esperienza culturale, riprende il suo lavoro dʼautore.

Between 1991 and 2000, as the Director of Fine Arts for the Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo, Cresci developed and practicsed an innovative interdisciplinary program of cultural events dedicated to young artists ‘Arte & Impresa’, ‘Clorofilla’ e ‘Accademie in Europa’ in collaboration with Vittorio Fagone and GAMEC of Bergamo.

Varie sono le tematiche e le sperimentazioni sviluppate nelle sue opere nel corso degli anni: dagli slittamenti di senso, alle variazioni; dalle analogie al rapporto con il paesaggio e i luoghi dell’arte, come nelle opere site specific che appartengono alle ricerche degli ultimi anni.

The various themes developed in his work over the years include: from nuance to sense; relationship with landscape; places of art and site-specific works.

Dal 2005 in poi intensifica la sua attività artistica distaccandosi ulteriormente dall’idea di una fotografia fine a se stessa, nell’intenzione di rendere più leggibile, attraverso la sperimentazione, il rinnovamento teorico e pratico dell’immagine che attraversa altre discipline e saperi diversi.

From 2005 onwards he has detached further from the idea of a photographic image as an end in itself, and has aimed to make his images more readable, by working through experimental methods which re-explore theory and practice, disciplines and knowledge.

Come docente, tiene corsi di Teoria e metodo della fotografia al Politecnico di Milano, all’ISIA di Urbino. all’Orientale di Napoli, alla Facoltà di Lettere di Parma, allo IED e alla NABA di Milano e dal 2004 al 2011 nel biennio di specializzazione in Fotografia allʼAccademia di Brera di Milano.

He teaches theory and practical photography at the Politecnico di Milano, the ISIA di Urbino, the Orientale di Napoli, the Facoltà di Lettere di Parma at the IED e at the NABA di Milano, the Accademia di Brera in Milan and at Fondazione Fotografia in Modena.

Nato 1942, Chiavari (GE).

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