Vis a Vis – Fuoriluogo 18

Essay by Deirdre MacKenna, curator of Vis à Vis – Fuoriluogo 18

Il mio obiettivo, dopo essere stata invitata come curatrice del progetto Vis à Vis realizzato da Limiti Inchiusi di Paolo Borrelli e Fausto Colavecchia, era quello di continuare il dialogo che avevamo cominciato nel 2009 mentre lavoravamo insieme a Fuoriluogo 15, Una Regressio- ne Motivata. Durante la collaborazione ho avuto modo di osservare come la galleria Limiti Inchiusi ha lavorato per far conoscere le arti visive nella regione. Mi hanno fatto conoscere, con grande disponibilità, i territori della provincia di Campobasso, grazie a questo ho capito perché il progetto è stato inserito all’interno di un contesto rurale.

 

My aim, after being invited to curate Vis a Vis by Paolo Borrelli and Fausto Colavecchia of Limiti Inchiusi, was to continue the dialogue we had started in 2009 when working together on Fuoriluogo 15, Una Regressione Motivata. During that collaboration I learned how committed Limiti Inchiusi is to bringing visual art into the everyday lives of the people around them, and they generously showed me the hinterlands of Molise’s cities from which I started to understand their ambitions to integrate their programme into rural contexts. With this view, Limiti Inchiusi address the two situations of Limosano and Oratino as sites of potent societal activities which can engage with issues that impact upon all of our lives today.

 

Il mio ruolo di curatrice era quello di trovare un ‘buon compromesso’ tra artista e contesto. Volevo cercare degli artisti che occupassero una posizione di distanza critica, il cui pensiero agisse dall’interno di una questione riguardante Limosano e Oratino.

 

My role, as curator, was to find a ‘good fit’ between artist and situation. My approach was to seek artists who occupy a position of critical distance, and who practice thinking from the inside of a problem for Limosano and Oratino.

 

Sapevamo che il successo del progetto sarebbe dipeso dalla volontà dei residenti, da quelle persone che si imbattono negli artisti e nei loro lavori, che entrano nel dibattito per condurlo all’interno del loro vissuto quotidiano.

 

In turn, we knew the success of any of the projects would rely upon the willingness of the people who encounter the works to enter into and take dialogues forward into their own situations and contexts. Throughout the dialogical process, the exhibition, book and subsequent display of the artworks of Vis a Vis will be measured upon the extent to which it motivates individuals to refine their interpretation of the situation they live in.

 

Ho pensato che gli artisti di Vis à Vis, Nina Bacos e Luigi Grassi, avrebbero innescato processi dialogici, creato lavori, realizzato un’esposizione e un catalogo che avrebbero motivato gli individui a riconsiderare il loro modo di interpretare le situazioni in cui vivono.

Durante le esperienze e gli incontri a Limosano ho osservato uno scambio costante tra i re- sidenti e le persone emigrate ritornate in paese, con frequenti tentativi di costruire nuovi modelli sociali e rinnovate possibilità di sviluppo. Così ho avuto la sensazione che la natura dialogica dell’approccio di Nina Bacos avrebbe funzionato bene qui; le ho descritto Limosano come una piccola comunità rurale, ma con un substrato sociale complesso…

 

During my experiences and encounters in Limosano, over recent years I’d observed constant international exchange between residents and returning-emigrants and frequent efforts to build new models of social facilities and resources. And so I felt that the dialogical nature of Nina Bacos’s approach might work well there; I described Limosano to her as being a small, rural community albeit one with a complex social make-up…

 

Diversamente, l’esperienza con Oratino s’inserisce in un solido contesto ben organizzato e in una comunità consapevole del riconoscimento nazionale per il suo centro storico ben proget- tato, con una storia importante, che ha visto la presa di coscienza della cittadinanza. Questa storia, oggi, s’intreccia con la sensibilità formalista della fotografia di Luigi Grassi.

 

In stark contrast, my experiences of Oratino were of a highly organised built environment and community, confident from national recognition of its well-planned and designed town centre, and distinguished history of cultural achievements of the townsfolk. This cultivated history resonated with me as complimentary to the formalist sensibilities of Luigi Grassi’s photographic practice.

 

In seguito, tutto è diventato molto meno unilaterale, il processo proiettivo e la mia mente si sono riempiti di un coro di domande, l’una legata all’altra, ognuna delle quali richiede una se- rie di attività da svolgere attraverso un periodo di tempo prolungato per dare un senso a tutto questo. Mi domandavo come affrontare il successo di un processo che, al suo centro, fa affi- damento su estranei che rappresentano quel posto attraverso le loro immagini; se i residenti avrebbero accolto o meno gli artisti in visita; se i residenti avrebbero acquisito familiarità con le sfumature e il linguaggio fotografici, e come i residenti avrebbero reagito di fronte alle interpretazioni artistiche delle proprie immagini o esperienze.

 

Thereafter it become a much less one-sided, projective process, and my mind filled with a chorus of questions, each one linked to the other, and each of which requiring a series of activities to be played out through a sustained period of time in order to be made sense of. These questions included how to go about measuring the success of a process which has, as its core activity, a process where strangers make images that represent that place; whether residents will be welcoming or hostile to visiting artists; whether residents’ are familiar with photographic language and nuance, and how residents cope with seeing artistic interpretations of their own images or experiences.

 

Ciò che accomuna tutti coloro che sono coinvolti in Vis à Vis, dal promotore al partecipante, è il riconoscimento che ognuno di noi deve intraprendere consapevolmente un viaggio igno- to per giungere ai risultati; questa ‘fase incerta’ rappresenta l’inizio di qualsiasi programma culturale e può evolversi solo partendo da una base di fiducia in qualsiasi persona coinvolta.

 

The common denominator for everyone involved in Vis a Vis, from initiator to participant, is the acknowledgement that we each must consciously enter into an unknowable journey intended to generate meaning from the activities and outcomes; this ‘unclear phase’ is the beginning of any cultural programme and can only start to evolve from a basis of trust from all involved.

 

Gli artisti Nina Bacos e Luigi Grassi condividono l’uso della fotografia come mezzo da loro scelto per catturare momenti e situazioni, e agevolare la riflessione in merito alle convenzioni e ai dialoghi.

Artists Nina Bacos and Luigi Grassi share the use of photography as the medium they have chosen to capture moments and situations, and facilitate reflection upon conventions and dialogues.

 

“Per la prima volta ho utilizzato una Fuji X-pro 28 mm (equivalente a 40 mm sul formato 35 mm) perché mi ha permesso di vedere le immagini senza intraprendere un processo temporaneo che, un po’ alla volta, mi aiutava a lavorare intuitivamente con il contesto. Per esempio, dopo aver scaricato e visto le immagini, se non fossi stata soddisfatta sarei potuta tornare indietro e riconsiderare il mio approccio. Ho lasciato che gli occhi mi guidassero nel progetto. Per creare stampe di alta qualità che durino nel tempo ho utilizzato la stampa inkjet e una carta baritata, di altissima qualità. Mi piace la delicatezza dell’effetto su stampa. E, per dare coerenza al soggetto, la serie finale, composta da 12 immagini incorniciate, viene esposta in una sequenza lineare, una dopo l’altra.”

 

“For the first time in my practice, I used a Fuji X pro camera with a 28 mm lens (equal to an 40mm lens on a 35mm camera) because it enabled me to see the images without undertaking an interim process. This in turn enabled me to work quite intuitively with the environment. For example, after having downloaded and considered the images, if I was dissatisfied, then I could go back and re-work my approach. It felt to me that I could allow my eyes to lead me in to the project.”

 

“Ho cominciato immediatamente a fotografare, lontano però dalla parte abbandonata del paese, quella che più destava il mio interesse. Nel frattempo, ho registrato e analizzato i miei pensieri in un diario e letto tre libri che avevo portato con me: Long Life Cool White di Moyra Davey, Another Way of Telling di Jean Mohr e John Berger e How Thunder Sound: Preliminary Research in to a Scientific Study dell’autore svedere Johan Asplund. Questi libri esplorano le dinamiche tra la pratica creativa e l’artista. Inoltre, ho ascoltato podcast e scaricato ricerche e aggiornamenti sull’ambiente e sul cambiamento climatico e, cosa fondamentale, ho letto l’enciclica di Papa Francesco ‘Sulla cura della casa comune’.”

 

Practically, I commenced photographing immediately but stayed away from the abandoned part of the village which was most interesting to me. While I did this I recorded and analysed my thoughts in a diary and read three books that I had brought with me. Long Life Cool White by Moira Davey, Another Way of Telling by Jean Mohr and John Berger, and How Does Thunder Sound; Preliminary Research in to a Scientific Study by the Swedish author Johan Asplund. These books explore and entangle between creative practice and the artist. I also listened to pod-casts and downloaded research and news about the environment and climate change and amongst these I read Pope Francis’s encyclical ‘On Care for our Common Home’.

 

“Quando, finalmente, sono arrivata e ho cominciato a fotografare la parte vecchia di Limosano ho capito che il mio lavoro sarebbe stato sull’ambiente, sul capitalismo rapace e sul suo legame con il fenomeno migratorio storico e contemporaneo. I miei occhi hanno impiegato un po’ per stabilirsi sulla vasta gamma di cavi elettrici dismessi presenti in tutte le case: avevo la sensazione che testimoniassero la connessione tra le vite vissute in tempi e spazi differenti. Gradualmente, essi hanno lasciato che le immagini mostrassero qualcosa del passato, ma che sopravvive nel nostro presente”. (estratto dalla conversazione tra Nina Bacos e Deirdre MacKenna fra agosto e settembre 2015).

 

When I finally entered and started photographing the old part of Limosano it became clear to me that my work would be about the environment and the connection of predatory capitalism to historical and contemporary migration. It took little time for my eye to settle upon the wide array of no longer functioning, cut, electrical cords that I found in every house and which seemed to me to bear witness to the connections between lives lived in different times and spaces, and which enabled me to let the images represent something that was, in our present time. To create high quality prints that will last, I used an inkjet printer and very high quality Baryta paper with a high silver content. I like the subtlety of the printed effect. And to create coherence to the subject matter, the final series of 12 framed images hangs in a linear sequence, one after the other.” (source conversation between Nina Bacos and Deirdre MacKenna during August and September 2015)

 

I due diversi approcci alla fotografia e alle situazioni appartenenti a Nina e Luigi si fondano sul loro impegno a rendere visivi i propri pensieri e, nel farlo, coinvolgono sé stessi, offrendo una versione personale delle situazioni circostanti, anche se temporanee.

 

The two, very different approaches to photography and situation employed by Nina and Luigi are underpinned by their commitment to making visual evidence of their own thoughts, and in doing so they implicate themselves and offer their version of the situations they find around themselves, even if temporarily.

 

Nina è lontana dal creare una estetica dal fascino fotografico di una nostalgia evocata dal- la decadenza. Preferisce, invece, confrontarsi con le immagini di cavi elettrici in disuso che vede come “parte di un sistema funzionante ma che fallì a causa di una scarsa distribuzione della ricchezza”. Se collocate in un racconto visivo che attinge a ordinarie rappresentazioni quotidiane di qualsiasi paese, queste immagini confondono le nostre aspettative estetiche e compositive e ci chiedono di leggere i segni in modo diverso.

 

Nina avoids creating an aesthetic from the photographic allure of the nostalgia evoked by decay. Instead, she confronts us with images of unused electrical cords which she sees as “part of a system that was operational but failed because of a poor distribution of wealth”. When positioned in a visual narrative of images of ordinary everyday scenes from any village life, these images confound our aesthetical and compositional expectations and ask us to read the signs differently.

 

Luigi aggira con destrezza un’altra convenzione fotografica, schivando il culto dell’eroe e co- spargendo i suoi soggetti di aspetti quotidiani, collocandoli insieme ai loro simili e agli am- bienti quotidiani: in questo modo, priva i soggetti anche dei messaggi che avrebbero voluto trasmetterci attraverso i loro occhi.

 

And Luigi deftly avoids another photographic convention by side-stepping the cult of the hero and interspersing his subjects amongst aspects of their everyday lives, positioning them alongside their peers and robbing them of the messages they might have wished to express to us through their eyes.

 

“Il titolo del mio lavoro è Oratino e i miei soggetti rappresentano il ritratto umano insieme a immagini di animali e al paesaggio. Ho utilizzato una Holga 120N la quale, essendo molto sem- plice, mi assicura l’essenza delle immagini, libera da qualsiasi effetto. Uso la pellicola 120 Tmax 400 ISO che crea un negativo 6cm x 6cm, così da ottenere la stampa in formato quadrato. Le immagini vengono poi ingrandite per ottenere una stampa quadrata di 30 cm e presentate in un unico lavoro di 27 pezzi, affinche i lavori multipli possano essere visti simultaneamente.”

 

“The title of my work is Oratino and my subjects represent the human portrait with images of animals and the landscape. I used a Holga 120N which uses 120 Tmax 400 ISO film and creates a negative 6cm x 6cm, thus the printed image size is square-format. The images are then enlarged to be printed at 30cm squared and are presented in one single work comprising 27 pieces, thus enabling multiple works to be seen simultaneously.”

 

“Ho cominciato semplicemente a conoscere le persone che vivono a Oratino e, un po’ alla volta, gli ho chiesto il permesso di fare un ritratto fotografico. Uno dei miei obiettivi era quello di tra- scendere il momento presente e, così, ho ideato la composizione in cui i soggetti / ritratti sono distinti dai loro occhi chiusi, con la speranza di consentire alle immagini di evocare un senso di monumentalità e di eternità, insieme agli animali e al paesaggio…il soggetto doveva essere letto simultaneamente con gli altri e, allo stesso tempo, tutti erano sospesi collettivamente come una sorta di natura morta”. (estratto dalla conversazione tra Luigi Grassi e Deirdre MacKenna fra settembre 2015).

 

I started out simply by getting to know people who live in Oratino and gradually, I asked them to allow me to make a photographic portrait. One of my aims was to transcend the present moment and so I devised the composition in which the subjects / portraits are distinguished by their closed eyes, hopefully enabling the images to evoke a sense of monumentality and eternity yet working together with the animals and landscape, one read simultaneously with the other and all of them collectively suspended with a sort of still life.” (source conversation between Luigi Grassi and Deirdre MacKenna during August and September 2015).

 

Queste due serie di lavorisonoprofondamente radicate nellaconsapevolezza del luogo e delloscopo ma dipendeda te, lettore, decidere quale interpretazione e qualeragionedargli…

 

These two series of works are deeply rooted in awareness of place, position, purpose and privilege but are dependent upon you, the reader, to decide how you wish to interpret them, and the purpose you wish to put them to…

 

Vis a Vis è un progetto concepito e prodotto da Limiti Inchiusi

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publication 'Vis a Vis Fuoriluogo 18' 2015. Limiti Inchiusi

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